La condivisione dell’energia sta diventando uno degli strumenti più importanti per accelerare la transizione energetica e rendere il sistema elettrico più sostenibile, efficiente e partecipativo.
Grazie ai nuovi modelli di autoconsumo diffuso e comunità energetiche, imprese, cittadini ed enti pubblici possono oggi produrre e condividere energia rinnovabile, riducendo i costi e contribuendo alla decarbonizzazione del sistema energetico.
In questo scenario, diverse aziende del settore energetico stanno sviluppando soluzioni e servizi per accompagnare imprese e territori nella realizzazione di nuovi modelli di energy sharing. Tra queste si distingue Plenitude, società controllata da Eni, impegnata nello sviluppo di soluzioni integrate per la produzione e la condivisione di energia rinnovabile.
La rivoluzione dell’energy sharing
Negli ultimi anni il sistema energetico europeo sta attraversando una trasformazione profonda. L’energia non è più prodotta solo da grandi centrali, ma sempre più spesso nasce in modo distribuito e decentralizzato, grazie a impianti rinnovabili installati su edifici, aree industriali o spazi urbani.
In questo contesto stanno emergendo nuove configurazioni che permettono di produrre, autoconsumare e condividere energia rinnovabile tra più soggetti, anche senza collegamenti fisici diretti tra produttori e consumatori.
Questi modelli consentono di unire sostenibilità ambientale e vantaggi economici, permettendo alle imprese di migliorare la propria competitività e ridurre la dipendenza dai mercati energetici.
Il quadro normativo per l’autoconsumo energetico
In Italia il quadro normativo per l’energia condivisa è stato definito con il decreto del 7 dicembre 2023 del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, che ha regolato in maniera definitiva le configurazioni di autoconsumo per la condivisione dell’energia rinnovabile.
Il sistema di incentivazione è gestito dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE) e prevede una tariffa incentivante valida per 20 anni sull’energia rinnovabile condivisa tra i membri di una configurazione.
L’incentivo varia indicativamente tra 60 e 120 euro per megawattora, con possibili premialità legate alla localizzazione geografica dell’impianto.
A questa tariffa si aggiungono ulteriori benefici economici, come il rimborso di alcune componenti tariffarie stabilite da ARERA, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente.e principali configurazioni dell’autoconsumo diffuso
La normativa italiana individua tre principali modelli di condivisione dell’energia rinnovabile.
- Autoconsumatori collettivi
Questo modello è tipico dei condomini. L’energia prodotta da un impianto fotovoltaico installato sull’edificio viene condivisa virtualmente tra le diverse unità immobiliari che lo compongono.
Il condominio viene trattato come un unico soggetto energetico e l’amministratore svolge spesso il ruolo di referente della configurazione.
- Comunità energetiche rinnovabili
Le CER rappresentano la forma più evoluta di energia condivisa. In questo caso cittadini, imprese ed enti pubblici si associano per produrre e condividere energia rinnovabile all’interno di un’area collegata alla stessa cabina primaria della rete elettrica.
Le comunità energetiche sono soggetti giuridici autonomi che operano con finalità ambientali, economiche e sociali.
- Autoconsumo individuale a distanza
In questo caso un singolo soggetto produce energia rinnovabile e la utilizza per alimentare diversi punti di consumo di sua proprietà, purché collegati alla stessa cabina primaria della rete.
Questo modello consente ad aziende e organizzazioni di sfruttare l’energia prodotta anche se l’impianto non si trova nello stesso edificio dove viene consumata.
I vantaggi dell’energia condivisa per imprese e territori
Le configurazioni di autoconsumo diffuso offrono numerosi benefici sia dal punto di vista economico che ambientale.
Dal lato economico, la produzione e condivisione di energia rinnovabile consente di:
- ridurre i costi energetici
- aumentare la stabilità della spesa energetica
- migliorare la competitività delle imprese.
Dal punto di vista ambientale, la diffusione di impianti rinnovabili contribuisce alla riduzione delle emissioni di gas serra e al raggiungimento degli obiettivi climatici europei.
Le comunità energetiche generano inoltre benefici sociali, rafforzando la collaborazione tra cittadini, imprese e amministrazioni locali e favorendo la nascita di nuove iniziative territoriali legate alla sostenibilità.
Il ruolo delle aziende nella transizione energetica
In un contesto normativo e tecnologico sempre più complesso, molte imprese hanno bisogno di partner capaci di accompagnarle nello sviluppo di progetti energetici sostenibili.
In questo ambito alcune società energetiche stanno sviluppando modelli integrati che supportano aziende e organizzazioni in tutte le fasi di realizzazione dei progetti di energy sharing: dalla valutazione di fattibilità alla progettazione degli impianti, fino alla gestione degli incentivi.
Tra queste realtà si colloca Plenitude, impegnata nello sviluppo di soluzioni per la condivisione dell’energia e la diffusione delle fonti rinnovabili.
L’azienda offre un approccio “end-to-end”, che comprende:
- analisi dei fabbisogni energetici
- progettazione degli impianti rinnovabili
- supporto nella creazione di comunità energetiche
- gestione delle pratiche amministrative e degli incentivi.
Conclusione
La diffusione delle configurazioni di autoconsumo diffuso e delle comunità energetiche rappresenta una delle trasformazioni più significative del sistema energetico contemporaneo.
Grazie all’energia condivisa, cittadini, imprese ed enti pubblici possono diventare protagonisti della produzione energetica, contribuendo alla riduzione delle emissioni e alla costruzione di un sistema più sostenibile e resiliente.
In questo scenario, il ruolo delle aziende del settore energetico sarà fondamentale per accompagnare imprese e territori nello sviluppo di nuovi modelli di produzione e condivisione dell’energia, accelerando il percorso verso un futuro energetico più sostenibile.
